Enrico Candeo
di Enrico Candeo

10 Best practice per il checkout di un ecommerce

Journal: il blog di Omniaweb

Secondo recenti ricerche, circa il 67% dei potenziali clienti abbandona il carrello dello shopping dopo averlo riempito. E si tratta di desktop. La percentuale sale al 70% per chi naviga da tablet e addirittura al 78% per il mobile. Ma come mai? E soprattutto cosa si può fare per trattenere gli utenti e indurli a completare l’acquisto?

Perché gli utenti abbandonano i carrelli

La ragione principale è il ritrovare dei costi aggiuntivi inaspettati, come ad esempio quelli per la spedizione. Al secondo posto c’è invece il fatto di dover creare per forza un account per completare l'acquisto. Al terzo invece le opzioni di checkout troppo complesse. Altre ragioni sono poi preoccupazioni per la sicurezza del sito in questione e la mancata presenza di offerte speciali. Infine ci sono molte persone che non hanno davvero il bisogno di acquistare un prodotto, ma stanno semplicemente dando un’occhiata. Magari trovano qualcosa di interessante, la mettono nel carrello ma poi, per uno dei motivi elencati in precedenza, o per interesse non proprio elevato, abbandonano l’acquisto.

Grazie a questi dati sull’abbandono però siamo in grado di studiare tutta una serie di strategie per ridurre al minimo il problema. Come?

Portrait of woman shopping on internet with tablet-1

10 best practice per il checkout di un ecommerce

  1. Eliminare i costi a sorpresa: spedizione, tasse, ecc. Anche se non vuoi offrire la spedizione gratuita ci sono altri modi per ridurre questo genere di costi. Ad esempio potresti rendere chiari questi costi prima che le persone aggiungano gli oggetti al carrello. E se i costi sono variabili basta aggiungere un calcolatore (solitamente tramite plug-in).
  2. Abilitare la modalità di checkout per ospiti senza obbligo di creazione di un account. Chiedere all'utente di iscriversi al tuo sito creando un nuovo account non solo rallenta il processo di acquisto ma spesso lo blocca del tutto. Anzi, molti potenziali clienti non torneranno più ma cercheranno il prodotto altrove. Semplicemente, non sono pronti a compiere quell’azione in quel momento, vuoi per la fretta, vuoi per la volontà di non compilare l’ennesimo modulo di iscrizione e ritrovarsi iscritti controvoglia ad una newsletter. Il consumatore deve sentirsi libero di effettuare le scelte di propria iniziativa, e non perché costretto. È sempre possibile inserire a fine checkout la richiesta di iscriversi alla newsletter, in modo che chi è davvero interessato possa farlo.
  3. Semplificare il checkout: puoi ridurre il tutto ad una singola pagina, più semplice da utilizzare anche per i meno esperti. Elimina tutti i passaggi e le pagine non indispensabili e cerca di immedesimarti in una persona che desidera acquistare un prodotto.
  4. Mantenere il carrello sempre visibile, mostrando sempre il totale. Questo aspetto è molto importante per la trasparenza, affinché l’utente sappia sempre a quanto ammonta la spesa totale e possa orientarsi in ogni momento della navigazione. Prendi spunto da Amazon.
  5. Rendere salvabile il carrello. Molte persone aggiungono prodotti al carrello con l’intenzione di effettuare l’acquisto in un secondo momento. E a volte passano giorni prima che la persona si decida a tornare sul sito e completare l’operazione. Se al loro ritorno però non trovano salvato nel carrello quello che avevano scelto, potrebbero decidere di non effettuare l'acquisto.
  6. Semplificare le modalità di contatto. Se durante il processo di checkout un utente dovesse avere bisogno di qualche informazione, deve trovarla in modo semplice ed immediato. Un’idea è inserire le FAQ in una pagina specifica, oppure un ChatBot. Altrimenti, anche un semplice numero di telefono o una mail possono andare.
  7. Esporre simboli e badge che testimoniano la sicurezza dei pagamenti. I consumatori al giorno d’oggi sono molto prudenti e non si fidano di un ecommerce che non hanno mai utilizzato in precedenza se non riconoscono dei simboli che trasmettano fiducia.
  8. Offrire diversi tipi di pagamento. Il 50% dei consumatori desidera avere diverse opzioni di pagamento. In generale è bene inserire le carte di credito più usate (Mastercard, Visa, American Express) e PayPal. In Italia ci sono però ancora molte persone che preferiscono poter usare bonifico o pagamento in contrassegno, per cui prendi in considerazione anche queste due possibilità. A tal proposito è necessario conoscere il proprio target per stabilire quali modalità di pagamento conviene inserire e quali no.
  9. Usare il metodo della scarsità o dell’urgenza. Una tattica arcinota ma sempre efficace è quella di indurre l’utente a pensare che ci sia poco tempo per portare a termine l’acquisto (es. l’offerta scade domani) o poca disponibilità di prodotto (es. sono disponibili solo 2 confezioni). Potete quindi aggiungere un contatore che mostri quanti prodotti sono rimasti oppure inserire un conto alla rovescia relativo all’offerta. Anche la strategia di mostrare quante persone stanno guardando lo stesso oggetto in quel momento è molto efficace.
  10. Un altro modo per riportare gli utenti indecisi nel tuo ecommerce è creare una campagna Remarketing tramite Google Ads. Queste campagne vengono indirizzate esclusivamente agli utenti che hanno già visitato il tuo sito e interagito con i tuoi prodotti e che sono quindi più propensi ad acquistare.

Se desideri aumentare i profitti del tuo ecommerce con queste ed altre best practice grazie all’aiuto di un team di professionisti, contattaci compilando il form sottostante. Ti contatteremo al più presto per fissare un appuntamento: potremo studiare una strategia personalizzata ed illustrarti il potenziale di crescita del tuo shop online.

consulenza

Condividi questo articolo:

Categorie: ecommerce