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Come combinare Native e Programmatic Advertising per campagne di successo

Come combinare Native e Programmatic Advertising per campagne di successo

Ogni azienda ambisce a raggiungere i clienti giusti, al momento giusto e con i prodotti e servizi giusti. Per far sì che questo avvenga, esistono tool e canali di advertising avanzati, come il Native Advertising e la pubblicità Programmatica. Se ne sente spesso parlare, ma che cosa sono effettivamente? E come possono essere combinati tra loro per ottimizzare le proprie campagne di marketing?

In questo breve articolo risponderemo ad alcune domande chiave su questo argomento.

Cosa sono il Programmatic e il Native 

Il Programmatic è un processo automatizzato di acquisto di spazi pubblicitari sul web, basato sulla raccolta dei dati degli utenti e su profilazioni, ovvero l’elaborazione e analisi di tali dati, avanzate. La compravendita degli spazi viene fatta in tempo reale e attraverso software che gestiscono tutta l'attività.

Il Native Advertising è un formato di annunci che rispetta l'aspetto, il gusto e la funzione del contesto mediatico in cui appaiono. Gli annunci nativi si trovano spesso nei feed dei social media o come contenuto suggerito in una pagina web. Risultano quindi essere parte integrante della pagina stessa senza apportare disturbo all’utente, essendo minimamente invasivi. 

Questo tipo di annunci è solitamente composto da:

  • Logo: immagine volta a specificare all’utente di quale brand stiamo “parlando”
  • Immagine: figura principale che identifica il prodotto o servizio
  • Titolo: claim che riassume lo scopo dell’annuncio
  • Testo: breve descrizione del prodotto o servizio che stiamo pubblicizzando
  • Call to action (CTA): invito all’azione

Il Native e i suoi benefici per le aziende

Come detto in precedenza, il Native Advertising è un tipo di pubblicità non invasiva, si adatta perfettamente al contesto del sito e non va a inficiare la navigazione dell’utente. Inoltre, questo tipo di adv risulta “immerso” nel contesto del sito stesso, sembrando quasi un articolo correlato.

Tutto questo consente di non disturbare l’utente e di aumentare (o per lo meno di non modificare negativamente) la reputazione del brand.

A livello di performance, il Native risponde molto bene agli obiettivi di awareness, Click-Through Rate (CTR) e traffico qualificato

Negli ultimi anni è migliorato molto anche in termini di conversione, entrando a far parte del panel di canali a performance, ovvero di quei canali che supportano i brand nella generazione di lead e/o conversioni.

Combinare Programmatic e Native: Il Native Programmatico

Essendo in formato immagine o video, il Native Advertising può essere veicolato con tutte le logiche e le potenzialità della pubblicità Programmatica, sfruttando quindi le targetizzazioni, il real time e le funzionalità delle Demand Side Platform (DSP), ossia i software utilizzati per attuare il Native Programmatico.

Un esempio di DSP (Demand Side Platform) che permette di combinare Programmatic e Native è DV360 di Google, che ci permette di

  • aumentare l’efficienza delle campagne - gestendo tutti i formati in un’unica piattaforma, avendo tutte le risorse creative e i target a disposizione a seconda delle esigenze;
  • scalare i volumi - rendendo il Native Programmatico disponibile per tutti i clienti;
  • aumentare la precisione, sfruttando le capacità di acquisto, targeting e misurazione a 360 gradi

Cosa fare e cosa evitare nel Native Advertising

Come in tutto l’ecosistema del digital advertising, ogni tool o piattaforma deve essere utilizzata in maniera ottimale per portare i risultati sperati. 

Nel Native Advertising ci sono quindi una serie di best practice, ma anche pratiche da evitare, al fine di non compromettere l’efficacia delle campagne.

Ecco alcune best practice:

  • Usare immagini o video “ingaggianti” e ad alta risoluzione
  • Usare foto invece di grafici
  • La Landing Page deve avere lo stesso contenuto e aspetto
  • Utilizzare tutti gli asset possibili per aumentare la reach
  • Think social: immaginare e comprendere la creatività studiando le persone e i loro comportamenti, andando a ricavare che relazione hanno con il brand
  • Usare parole efficaci che invogliano all’azione

E alcune “cose” da evitare:

  • Usare banner o creatività di altri canali
  • Usare troppo testo
  • Usare immagini contenenti del testo
  • Usare video troppo lunghi

  • Usare immagini o video “ingaggianti”
  • Immagini ad alta risoluzione
  • Usare foto e non grafici
  • La Landing Page deve avere lo stesso contenuto e aspetto
  • Utilizzare tutti gli asset possibili per aumentare la reach
  • “Think Social”
  • Usare parole che invogliano all’azione
  • Usare banner o creatività di altri canali
  • Usare troppo testo
  • Usare immagini contenenti del testo
  • Usare video troppo lunghi

 

Il Native Programmatico è destinato a ricoprire un ruolo fondamentale nei piani media dei clienti, grazie alle sue ottime prestazioni di adattamento ai vari contesti web, oltre che alle esigenze dei clienti. 

È importante quindi che le aziende esplorino le opzioni esistenti sul mercato, per scegliere quelle che meglio soddisfino le proprie esigenze aziendali, al fine di condurre campagne di successo, che emergano dalla folla.

 

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