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Digital Strategy, News

Digitalizzazione, SDGs, Smart Working: il cambiamento

Digitalizzazione, SDGs, Smart Working: il cambiamento

Consapevolezza, Competenze, Cambiamento unite da Scienza, Tecnologia e Collaborazione: ecco cosa mi ha insegnato il Web Marketing Festival targato 2021!

Anche quest’anno ho avuto l’onore di moderare 3 sale formative del Web Marketing Festival: il primo giorno la sala dedicata ad approfondire i vari aspetti della Digital Transformation, il secondo giorno quella con focus sugli SDS’s, ossia gli obiettivi di sviluppo sostenibili, tema sempre più sentito dalle aziende, ed infine, la terza giornata la sala dedicata alle importanti tematiche proprie dello Smart Working e della gestione delle risorse umane.

Sono state 3 giornate tanto impegnative quanto cariche di vive emozioni, di sottili nozioni e di importanti segnali di crescita futura. 

Seguo e partecipo attivamente al Web Marketing Festival da molti anni, si può dire dal suo nascere nel 2013, quando ancora si chiamava Web Revolution. Più che mai quest’anno si è toccato con mano quel cambiamento, per il quale noi donne ed uomini del web ci adoperiamo da oltre 2 decadi.

Trasformazione Digitale

Se fino a pochi anni fa, gli speaker che calcavano i palchi del Web Marketing Festival erano soprattutto giovani appassionati di internet e delle potenzialità intrinseche della rete, quest’anno l’età media degli speaker si è alzata notevolmente, come pure l’età dei partecipanti (e non solo perché noi “veterani” stiamo diventando più grandi ;-)).

Infatti, aspetto interessante è che quest’anno i palchi del WMF, oltre agli addetti del settore - cioè noi che credevamo nella Digital Transformation ancora quando la maggior parte degli italiani non concepivano il significato di un’email - hanno ospitato  anche professori e ricercatori universitari, imprenditori, politici, con le loro esperienze, i loro studi, le loro visioni e la viva consapevolezza che la “ripartenza” parte dal digitale.

La Digital Transformation, questo termine un tempo sconosciuto, è entrato preponderante e prorompente nella governance delle varie realtà imprenditoriali, dalle piccole alle grandi aziende.

Digitalizzare un’azienda non significa avere un sito web con annesso e-commerce, sviluppato con la tecnologia più performante presente nel mercato, ma implica un cambiamento molto più radicale ed impattante, coinvolgendo tutti i vari dipartimenti o reparti della stessa con l’obiettivo di migliorare i processi aziendali, abbattendo costi e tempi, grazie all’integrazione delle tecnologie innovative quali Cloud, SDN, AI e Mobile. 

Questa trasformazione digitale dei processi aziendali richiede però le giuste competenze da parte di chi la opera, come pure la corretta formazione professionale. Formazione che deve andare oltre i canoni classici della semplice educazione ai nuovi concetti o a nuove materie, ma deve avere anche l’obiettivo di ridurre sempre più in azienda il “digital divide”.  

Artificial Intelligence (AI)

Ecco che si sono toccati spunti interessanti pensando all’AI conversazionale come una soluzione interessante per  la “democratizzazione dei dati”, ossia il rendere i dati aziendali disponibili alle varie figure che appartengono all’organizzazione azienda, senza dipendere necessariamente dal reparto IT, e quindi la riduzione del digital divide.

Oggi giorno, le nuove tecnologie e i sistemi di conversational AI che abbiamo a disposizione sono in grado di interfacciarsi con qualunque dispositivo e piattaforma, gli assistenti virtuali stanno diventando “sempre più intelligenti”, gli algoritmi sono in grado di estrarre informazioni da ogni fonte di dati, di comporle e, grazie ai sistemi di Business Intelligence, di renderle comprensibili a tutti. 

In pratica, il futuro sarà quello di poter interagire con sistemi di intelligenza artificiale aumentata, dove l’indicizzazione delle informazioni e la loro elaborazione sarà tale da ottenere risposte e suggerimenti generati in real time. In pratica parleremo ai dati e loro parleranno a noi! 

In questo eco-sistema di dati, emergono anche i concetti di Open Science e Open Data, uniti alla necessità che i dati siano accessibili e trasparenti, onde evitare il sorgere di false informazioni. Accessibilità e trasparenza dei dati come la miglior arma per affrontare le sfide globali future, come ci sta insegnando il momento storico che stiamo vivendo.

In sala Digital Transformation si è parlato anche di 5G e come rappresenti un cambiamento migliorativo anche nell’industria dei Media, dell’intrattenimento e dell’online gaming. 

Grazie a connessioni internet sempre più veloci, la televisione del futuro vedrà l’aumento dei fruitori delle piattaforme streaming SVOD (Subscription Video on Demand) o AVOD  (Video on Demand basato sulla pubblicità). In queste piattaforme a sua volta crescerà la competizione per la conquista del “living room” e vinceranno i “broadcaster” che offriranno contenuti ad alto “engagement”, come per esempio informazioni a carattere locale e risposte alle informazioni che i consumatori ricercano.

La Digital Transformation passa anche attraverso la musica e i diritti d’autore con il nuovo player Blockchain, che vede già il nascere di 2 differenti scuole di pensiero. Da un lato abbiamo gli entusiasti, che abbracciano gli NTF come la versione digitale dei cari vecchi dischi in vinile, dall’altro coloro che considerano la digitalizzazione come una “rovina” della musica.

Nel mezzo di queste 2 correnti di pensiero stanno gli investitori, che stanno acquistando opere musicali smaterializzate, ma “viventi negli NTF”.

Sostenibilità e SDGs

Grandi enfasi hanno riscosso anche i temi della sostenibilità, o meglio gli SDG’s, vale a dire gli obiettivi di sviluppo sostenibile. Gli SDG’s individuano chiare linee di azione: la vera sfida delle imprese sarà quella di essere parte del cambiamento, dove giocoforza saranno anche le partnership e le alleanze tra i vari stakeholder in gioco. 

Si è parlato anche di economia circolare e dei nuovi dati emersi in tema di eco-innovazione nell’industria manifatturiera italiana.

E’ stato presentato anche Change Game: un videogioco interattivo multiplayer nato dalla scienza con l’obiettivo di insegnare ad affrontare i cambiamenti climatici. In questo videogioco, i giocatori per vincere devono imparare a collaborare tra loro per gestire l’energia, per procacciarsi acqua e cibo, per affrontare i cambiamenti della natura, investendo in tecnologie a zero emissioni.

Smart Working

Il cambiamento che tutti stiamo cercando passa anche attraverso la gestione delle risorse umane e le potenzialità e i limiti del nuovo concetto di lavoro, portato dalla trasformazione digitale delle aziende. 

Quale sarà la prossima normalità, come evitare le distrazioni digitali per risolvere l'affaticamento del lavoro digitale. Quali sono e quali saranno le nuove figure professionali ricercate nel mercato, quali le aspettative da parte delle imprese e di chi cerca lavoro. Come presentarsi al meglio e soprattutto come cambiano le relazioni e le comunicazioni all’interno dell’azienda. 

Questi sono solo alcuni degli spunti di riflessione emersi, tra i quali emerge chiara la necessità di professionisti attenti ed aperti alle nuove tecnologie.

Ed ecco quindi che competenze professionali, consapevolezza all’innovazione, attenzione e flessibilità al cambiamento sono e saranno sempre più i traghettatori della ripartenza, dove scienza e tecnologia potranno dare “il meglio di sè” se e solamente legate dalla forza della collaborazione dell’uomo.


Elisabetta Saorin è Inbound & Content Marketing Manager di Omniaweb-Making Science. Nata Ingegnere Elettronico Biomedico, il fascino delle reti neurali l'ha portata a studiare gli algoritmi di Google e a creare le prime strategie di matrici semantiche. La sua passione per la SEO l'ha accompagnata a far crescere ed affinare le sue competenze nell'ambito del Content Marketing: dal copy SEO per posizionare i siti web alla stesura di landing page persuasive, supportate dall'Email Marketing Automation e dal PayPerClick. È anche formatrice oltre che moderatrice ad importanti eventi di Web e Digital Marketing. 

 

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