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Facebook vs Apple: cos’è cambiato finora?

Facebook vs Apple: cos’è cambiato finora?

Apple ha lanciato il sistema operativo iOS 14.6 e molti dei suoi utenti si sono già trovati davanti al nuovo ATT (App Tracking Transparency). Si tratta del prompt che permette loro di decidere se autorizzare o meno le app a raccogliere e condividere i propri dati.

Se gli utenti scelgono di non dare accesso ai dati per il tracciamento, l’Identifier for Advertisers (IDFA, ovvero l’identificatore assegnato da Apple ai singoli utenti per il tracciamento) viene meno e le informazioni individuali non possono essere raccolte.

Cosa comporta questo cambiamento nelle adv? 

Il pop-up introdotto da Apple ha creato non pochi grattacapi agli app provider, e in particolar modo a Facebook e alle aziende che fanno affidamento sull’in-app advertising. Le campagne pubblicitarie di Facebook e Instagram sono molto potenti proprio perché, grazie all’analisi dei dati degli utenti, permettono di indirizzare le pubblicità a quelle persone che hanno determinati interessi e comportamenti. 

Con l’opt-out, la quantità di dati a disposizione sarà drasticamente inferiore al passato, rendendo più difficile l’assegnazione degli user target a determinati segmenti di interesse. Ancora più difficile sarà l’advertising tramite remarketing, dove si sta già assistendo a una diminuzione drastica del Return on Ad Spend (ROAS), che solitamente è tra i più alti del settore.

Perché questa scelta? 

A ben guardare, l’opt-out dalla condivisione dei dati non è una novità. Anche se a prima vista l’ATT sembra essere caduto dal cielo, gli utenti erano già in grado di negare l’IDFA da tempo, attraverso le impostazioni del proprio dispositivo. 

La differenza, oggi, è che l’ATT mette in primo piano questa opzione con una richiesta che si attiva tramite pop-up, quindi non serve più che l’utente sia esperto o aggiornato sulla privacy per decidere cosa succede ai propri dati.

Secondo Apple, questo cambiamento è necessario per garantire un maggiore rispetto della privacy degli utenti, dando loro il controllo diretto. 

Per Facebook invece questa decisione andrà a peggiorare l’esperienza dell’utente, che sarà raggiunto da annunci pubblicitari meno personalizzati e poco in linea con le proprie esigenze. Questo perché con l’opt-out i dati non saranno più individuali, ma aggregati e trasmessi in ritardo alle piattaforme di advertising. 

Facebook vs Apple privacy

Cosa ne pensano gli utenti?

Per ora le azioni degli utenti parlano chiaro. Negli USA solo il 6% di chi usa Apple ha dato il consenso all’utilizzo dei propri dati nell’ultimo software update effettuato da mobile. Mentre a livello globale, anche se più alta, la percentuale non va oltre il 12%.

Questi dati sono interessanti perché confermano che gli utenti tengono alla propria privacy. L’altra faccia della medaglia parla anche di un 74% di utenti che afferma di essere frustrato quando vede annunci che poco hanno a che fare con i propri interessi.

Soluzioni per le aziende

Come possono le aziende continuare a conoscere i gusti del proprio pubblico potenziale e intercettare nuovi utenti in target? L’ATT e la nuova politica della trasparenza di iOS 14 e del mondo Apple sono ormai uno scenario con cui fare i conti. In questo contesto è ancora più al centro la User Experience. 

In quest’ottica, dove è possibile intervenire?

Conversion API

Implementata dai developer, la Conversion API permette di migliorare le prestazioni delle proprie campagne, specialmente quelle di conversione. Tracciando gli eventi dal server anziché dal browser, si inviano a Facebook dati più precisi.

Attribuzioni tramite SKAdNetwork

Questa soluzione, rilasciata da Apple, permette di continuare a ottenere dati. La raccolta avviene tramite attribuzione aggregata, senza fare riferimento a dispositivi individuali.  

Scegliere quando far comparire il prompt

Anche se l’ATT è inevitabile e non se ne può modificare il layout, gli advertiser possono decidere quando innescare il prompt e possono modificare il testo per dare maggiore informazione, e quindi consapevolezza agli utenti, riguardo l’utilizzo dei dati. Un contenuto più chiaro e incisivo dà l’opportunità di chiarire dubbi e incoraggiare gli individui a dare il consenso.

Investimenti su Android

L'App Tracking Transparency è attiva solo su dispositivi Apple; i dati degli utenti Android continuano a esserci. Questo potrebbe comportare uno spostamento degli investimenti pubblicitari su Google Play Store.

Audience da source Facebook/Instagram

Assumono ora ancora più importanza i custom audience che utilizzano come sorgente interazioni, visualizzazioni e altri dati interni alle piattaforme. Questa strategia è efficace per continuare a fare retargeting su utenti interessati al brand.

E infine, attenzione all’utilizzo di audience di piccole dimensioni che in questo scenario diventano più importanti.

Le scelte di Apple sulla privacy dei propri utenti rappresentano un'anteprima dello scenario che attende chi fa adv, dove verranno meno i cookie di terze parti.

Trovare oggi soluzioni innovative di fronte all’impossibilità di tracciare le attività di chi accede ai social da iOS, permette alle aziende di testare strategie che in futuro diventeranno la base del social media advertising. Contattaci ora per trovare le soluzioni migliori per la tua azienda!

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