di Domenico Lanzilotta

B2B, valori in crescita per l’E-commerce: fatturato stimato fra i 18 e i 23 miliardi di euro

Non solo clienti online sempre in aumento, con un fatturato che cresce costantemente, ma anche maggiore fiducia da parte delle aziende. Anche le PMI si stanno accorgendo di quanto questo blog sta testimoniando nel corso dei mesi: l’E-commerce è un canale ormai fondamentale per fare affari e aumentare il proprio mercato. Lo dimostrano anche i dati del consorzio Netcomm: l’indagine ha coinvolto 500 imprese italiane B2B e B2B retail nei settori manifatturieri e commerciali. La stima che ne esce fuori relativa al fatturato dell’E-commerce B2B in Italia si attesta a circa 18-23 miliardi di euro (escluso EDI, Electronic Data Interchange, scambio elettronico di dati secondo standard industriali), un valore maggiore dell’ecommerce B2C, che secondo le ultime rilevazioni condotte nell’Osservatorio B2C Netcomm-Politecnico di Milano si attesta per il 2015 a 16,6 miliardi di euro. Un dato da non sottovalutare: il B2B cresce, e lo fa anche più velocemente del B2C.

E-commerce, il 38% dei siti è B2B

Ma quanto è ampio il fenomeno? Nella penisola sono attivi 7.500 siti di E-commerce riconducibili ad aziende B2B, pari al 38% del numero complessivo di siti di commercio elettronico italiani. Questi 7.500 siti sono per il 51% aziende operanti nel commercio e per il 31% nella produzione industriale e per il 76% dei casi si tratta di microimprese, ovvero aziende con meno di 5 dipendenti. Tra le 7.500 imprese italiane B2B con un E-commerce attivo, solo il 16% svolge attività di esportazione, le rimanenti, l’84%, vendono solo in Italia.

Ci credono soprattutto le piccole imprese

«Presentiamo oggi la prima rilevazione sul commercio elettronico tra imprese italiane, per sondare come la trasformazione digitale stia avendo impatti anche nel B2B – commenta Roberto Liscia, Presidente di Netcomm – Il dato più significativo che abbiamo stimato è il valore delle transazioni digitali B2B in Italia che si attesta a circa 18-23 miliardi di euro ma dal nostro Osservatorio emerge anche che il processo di digitalizzazione delle filiere commerciali nel B2B è percepito dalle imprese italiane più come un’opportunità di sviluppo (55%) che come una vera e propria rivoluzione dei modelli di business (46%). Anche se solo il 36% delle aziende B2B intervistate dichiara che i vertici aziendali hanno messo tra le loro priorità lo sviluppo di servizi digitali lungo le filiere commerciali B2B. Nella percezione della maggior parte degli intervistati, la diffusione del processo di digitalizzazione riguarda ancora poche aziende del loro settore, o nessuna. Il digitale sembra inoltre essere uno strumento utile principalmente per comunicare e per facilitare i processi operativi di gestione delle vendite e dei clienti. L’approccio al digitale delle aziende B2B italiane sembra, quindi, essere solo reattivo e in una prima fase di sviluppo, anche se impressiona il fatto che dei 7.500 siti italiani attivi nell’ecommerce B2B sono per il 76% microimprese, ovvero imprese con meno di 5 dipendenti»

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