di Domenico Lanzilotta

E-commerce, in Italia vale 24,2 miliardi di euro. Fatturato a +8%, ma nel mondo si arriva a +20,9%

L’E-commerce in Italia? Cresce, ma si può fare di più. Il report annuale della Casaleggio Associati conferma quanto importante sia il mercato del commercio elettronico nel nostro paese, che ha raggiunto nel 2014 quota 24,2 miliardi di euro come fatturato, con una crescita dell’8% rispetto all’anno precedente. Un’opportunità, quindi, per le aziende italiane, che si stanno muovendo nella direzione giusta. Ora bisogna far diventare questo movimento da passo – anche spedito – a corsa: il resto del mondo infatti avanza mediamente a due cifre.
«La crescita dell’8% è però ancora molto limitata se si considera che mercati come quello britannico che vale dieci volte tanto continuano ad avere crescite simili alle nostre o che il mercato mondiale dell’e-commerce galoppa con una crescita prevista per quest’anno del 20,9% che lo farà arrivare a 1600 miliardi di dollari entro la fine del 2015». E questa è la premessa che il report, scaricabile qui, mette nero su bianco.

E-commerce, l’importanza dei marketplace

Occhi puntati, nel rapporto, sui marketplace, i siti d’intermediazione come Ebay per intenderci, che occupano sempre una maggiore fetta di mercato, approfittando di economie di scala che spesso mettono in difficoltà le singole aziende. Ma anche in questo caso bisogna vedere l’utilità del tutto, e cogliere l’occasione. «Gli esercenti italiani – ricorda Davide Casaleggio – dovranno capire come sfruttare al meglio questa affermazione sempre più ingombrante dei marketplace, in particolare utilizzandoli per espandere le proprie vendite all’estero». E proprio guardando fuori casa che si possono fare sempre più affari, come ricorda lo stesso Casaleggio. «Lo sviluppo all’estero è in continua crescita e nel 2014 il fatturato e-commerce delle aziende italiane generato all’estero è stato in media il 31% (in crescita rispetto al 29% del 2013) delle vendite online complessive delle aziende che si sono attrezzate per la vendita oltre confine».
Ma i dati del rapporto dimostrano come ci sia ancora da lavorare: solo un esercente su tre ha provato, in Italia, la vendita attraverso un marketplace. A spaventare sono soprattutto i costi di commissione, che possono arrivare al 25% per alcuni prodotti, e la paura di fare in concorrenza ad altri metodi di vendita, come può essere l’e-commerce sul proprio sito.

Internet, diffusione ancora sotto standard

E le possibilità di accesso? Il report analizza anche questo dato. «Sui 40 milioni di italiani che hanno accesso a internet sono 27,8 milioni coloro che possono accedere da smartphone e 10,2 milioni da tablet. Di questi 28,6 milioni si sono collegati a internet nel mese durante il 2014 e l’audience complessiva è aumentata del 3% con un forte aumento del mobile (+20,4%).9 La diffusione di internet, sebbene importante, rimane lontana dagli standard degli altri Paesi. Infatti pur essendo 17esimi nel mondo per persone con accesso a internet, siamo 66esimi per penetrazione dopo Paesi come il Malawi, l’Azerbaijan e il Marocco.10 L’utilizzo della banda larga è cresciuto dal 59,7% al 62,7% tra il 2013 e il 2014.11 La banda larga in Italia è però al 95% (vs il 72% della media europea) in xDSL e non fibra ottica12 e questo incide sulla possibilità degli italiani di poter accedere a contenuti e servizi già realtà all’estero (ad esempio il mercato del film on demand). Gli italiani sopra i 14 anni che hanno acquistato on line per uso privato sono il 34,1%, con una crescita di coloro che hanno acquistato articoli per la casa (+5,1%), abiti e articoli sportivi (+3,8%)».

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