di Aurora Daipra

I 10 errori più comuni di un e-commerce: come rimediare

Tutti gli studi più recenti confermano il trend del settore dello shopping online: l’e-commerce è in continua crescita (in Italia siamo attorno al 20% annuo). E il futuro appare sempre più promettente.

Sono sempre di più le persone che ogni giorno si connettono alla rete tramite smartphone per cercare informazioni, confrontare prezzi e recensioni ed, infine, fare acquisti online in pochi click.

I brand si stanno adeguando, apportando migliorie e introducendo sistemi innovativi sui loro canali e-shop: procedure di spedizione più semplici, spesso gratuite, siti maggiormente user friendly, uso di chatbot che rispondono automaticamente alle richieste di informazioni degli utenti.

Dopo tutte queste rosee premesse, stai pensando anche tu di buttarti in questa impresa: voglio aprire un e-commerce! Attenzione però, non è tutto oro quello che luccica. O, meglio, come per ogni altro ambito, anche per far funzionare un e-commerce sono necessari: formazione, pianificazione, attenzione e cura costanti.

Altrimenti si rischia di incappare in errori grossolani, risultato dell’eccessivo entusiasmo. Vediamo quali sono.

Quali sono i 10 errori più comuni di un e-commerce

1 Supporre che l’e-commerce risolverà tutti i tuoi problemi

Questo è il primo errore che molti commettono. Ovvero credere che quello che non funziona più offline possa magicamente funzionare online. Purtroppo le cose non stanno così. Un prodotto che non vende, che non è al passo coi tempi, che nessuno cerca più offline, non avrà più chance solo perché proposto in ambito differente.

2 Credere che basti aprire un e-commerce per vendere

Un altro errore comune è pensare che le vendite online siano facili e veloci, che consentano guadagni elevati ed immediati senza un grosso lavoro alle spalle.

Tu apriresti un negozio tradizionale, pieno di merce da vendere, e poi lo lasceresti lì, senza commessi, senza un responsabile, senza promuoverlo in alcun modo? Ovviamente no, e lo stesso deve valere anche per un negozio online. Ci vogliono cura, programmazione, studio continuo per mantenere i risultati ed poter crescere ulteriormente.

3 Trascurare strategia e pianificazione

Se la pensi così, anche in questo caso rimarrai deluso. La realizzazione della piattaforma di e-commerce è solo l’ultima fase di un progetto ben più ampio, che deve necessariamente partire da: business plan, marketing plan e communication plan. Bisogna esaminare i competitor, stabilire il giusto prezzo, conoscere i potenziali clienti. Ci vuole poi una corretta gestione di magazzino, contabilità, logistica, customer care, ecc. Insomma, tutta una serie di competenze e di processi che non possono mancare.

4 Non conoscere i propri clienti

A tal proposito, non avere idee chiare su chi siano i tuoi clienti è un grave errore. È necessario invece analizzare i dati a tua disposizione per creare il profilo del cliente ideale, la cosiddetta buyer persona.

Definire il target ideale di un’azienda permette di sapere quali tipi di contenuti presentare e come farlo, oppure quali proporre in offerta. Questa targetizzazione permette inoltre di fidelizzare i clienti attraverso strumenti anche relativamente semplici da utilizzare, quali le newsletter.

5 Puntare a risparmiare

Devi mettere in conto che l’e-commerce ha gli stessi costi di un negozio: costi di gestione, costi di capitale, costi fissi e variabili. Ciò che cambia è l’assenza del costo d’affitto dei locali, ma tale voce viene sostituita dall’investimento per raggiungere gli utenti, come l’uso delle tecniche SEO e dell’online advertising.

6 Scegliere una piattaforma a caso

In realtà, quando ci si accinge a creare un e-commerce, è fondamentale scegliere il software giusto. No a piattaforme antiquate, no al pressapochismo del cugino o del nipote del vicino di casa. Come puoi pensare di scalare le vette delle vendite online con un prodotto raffazzonato?

Cerca di capire quali sono le funzionalità che ti servono (sia dal punto di vista del personale, che dal punto di vista del cliente) e qual è il livello di competenze del personale che gestirà l’e-commerce.

In genere, la prima scelta è tra un e-commerce cosiddetto in SAAS (come ad esempio Storeden) oppure una soluzione personalizzata tramite software (Magento, PrestaShop e WooCommerce sono i più noti).

7 Non pensare all’usabilità

Attenzione! Questo punto dovrebbe costituire la base di ogni progetto web: il sito internet di un’azienda deve essere di semplice navigazione per gli utenti. Le persone devono essere in grado di visitarlo e compiere il percorso di valutazione e acquisto senza intoppi. È necessario mettersi nei panni degli utenti e capire come presentare i prodotti e come debba svolgersi la procedura, dalla home fino al check-out.

Importantissima è anche la prima impressione. Niente colori abbaglianti o font discutibili, no alle foto sgranate e di bassa qualità. Servono poi didascalie ben scritte ed esaurienti che descrivono il prodotto: misure, dimensioni, disponibilità di colori, materiali o ingredienti. Insomma tutte quelle informazioni che, anche tu, nei panni del consumatore, vorresti conoscere sul prodotto.

8 Emarginare gli utenti non registrati

Ti è mai capitato di desiderare un oggetto, cercarlo online, trovarlo, decidere di assecondare subito quel piccolo capriccio, cliccare “acquista” e… trovarti davanti ad una schermata con un form di una lunghezza scoraggiante, che ti intima di iscriverti per completare l’acquisto? Ecco. Non farlo anche tu!

Lascia che siano i clienti a decidere di registrarsi. Molti degli utenti, di fronte a questo obbligo, si sentono presi in giro e decidono di abbandonare l’acquisto per migrare verso altri lidi.

È assolutamente consigliabile lasciar completare l’acquisto a tutti, e casomai far comparire la schermata per l’iscrizione alla newsletter o all’area dedicata agli utenti registrati solo dopo che la procedura è stata completata.

9 Aggiungere costi a sorpresa nel momento del check-out

Un altro consiglio utile per non far scappare i clienti è quello di dotarsi di un sistema che calcoli tutte le spese, ma proprio tutte, quindi anche quelle di spedizione, all’interno del carrello, prima di passare alla fase di check-out.

Il cliente può così vedere immediatamente l’ammontare dell’acquisto e, senza brutte sorprese, procedere. È dimostrato come questo accorgimento sia in grado di aumentare la percentuale di utenti che completano gli acquisti.

10 Trascurare le pagine “Contatti” e “Chi siamo”

Molti utenti sono curiosi di capire con chi hanno a che fare. Quando intendono procedere con un acquisto online, hanno le antenne drizzate per timore delle tanto comuni truffe ai danni dei consumatori. Se non conoscono già il sito in cui entrano in cerca di un prodotto, la prima cosa che faranno è “vedere chi sono e dove sono questi”. Bene, se si troveranno davanti una pagina “Chi siamo” in cui mancano alcune informazioni essenziali potrebbero diventare sospettosi ed abbandonare immediatamente il sito per non fare mai più ritorno.

Aggiungi la storia del tuo brand, raccontate chi sei, dove sei e perché vendi quei prodotti. Curare con attenzione anche questi dettagli può fare la differenza.

Non sottovalutate le conoscenze, la pianificazione e la professionalità che un e-commerce richiede. Avere un e-commerce ordinato, intuitivo da usare, che permetta all’utente di vivere un’esperienza di acquisto ottimale è l’unico modo per raggiungere degli obiettivi di rilievo.

Omniaweb ha una lunga esperienza nella realizzazione di siti e-commerce, con soluzioni complete e personalizzate, comprensive di supporto nella gestione dello shop online nonché nelle attività di web marketing e promozione online.

Categorie: e-Commerce

Richiedi maggiori informazioni

alla newsletter gratuita di Omniaweb Italia