di Fabrizio Ventre

SEO: Google è la principale fonte di traffico qualificato

Secondo alcuni studi realizzati nel 2016 sulla qualità del traffico, Google rappresenta ancora la principale via di accesso per reperire clienti e fatturato.
Nonostante l’evoluzione di nuove grandi direttrici di traffico, come i social networks, Google mantiene la leadership per traffico qualificato.
Il motivo è semplice: chi usa Google lo fa per soddisfare un bisogno, informativo o commerciale, e per tale motivo rappresenta una visita orientata a generare un’azione reale piuttosto che una visita di puro intrattenimento come invece accade per esempio su Facebook.
Tra i diversi studi realizzati lo scorso anno, troviamo l’e-commerce Kpi Benchmarks 2016 che ha preso in esame 87 milioni di sessioni di navigazione all’interno di siti e-commerce per un fatturato generato pari a 230 milioni di dollari.
Lo studio, uno dei più estesi in questo ambito, ha tentato di valutare fonte per fonte, quale fossero quelle più convienti in ottica di vendite e quindi di fatturato.
Come possiamo vedere dai dati pubblicati, Google genera il 69% del traffico totale e il 61% del fatturato complessivo.
Nello specifico, Google Organic, ovvero la SEO, genera il 43% del taffico e il 41% del fatturato mentre Google Adwords, ovvero gli annunci sponsorizzati su Google, generano il 27% delle visite e il 25% del fatturato.
Il fatturato Google Organic è cresciuto di 3 punti, passando dal 40% del 2015 al 43% nel 2016.
Al terzo posto brand del sito e traffico diretto (visitatori che già ci conoscono o persone che ci hanno conosciuti offline, tv e radio) che vale il 16% del traffico e il 17% del fatturato.
Staccati di molto troviamo poi email marketing e facebook rispettivamente a quota 6% e 2% di fatturato. In questo caso l’Email marketing è considerato quello verso nuovi clienti e non verso i clienti già acquisiti che in questo caso rientra nel traffico diretto.
Chiudono la classifica Bing (Organic) e Yahoo (Organic) con quote marginali. Il resto delle sorgenti di traffico non menzionate precedentemente valgono complessivamente circa il 7% del fatturato. In queste fonti rientrano altri social network (Twitter, Instagram) cosi come Dispay Advertising, Video e altro ancora.

Device: Pc, Smartphone e Tablet

Se è vero che il traffico da smartphone e tablet Pc è in fortissima crescita anno dopo anno è anche vero che l’effetto sulle vendite è quasi inversamente proporzionale.
A fronte di un 42% di accessi da smartphone, queste sessioni hanno generato solo il 21% del fatturato. Questo perchè spesso la visita da smartphone viene fatta durante la scelta mentre poi l’ordine effettivo viene gestito nella maggior parte dei casi da Pc.
Secondo gli autori dello studio, infatti, la visita da smartphone è spesso il preludio ad un acquisto in 1 caso su 3.
Diventa importante, in questa situazione, mettere a disposizione strumenti per poter condividere o salvare il link e renderlo disponibile altrove come per esempio il pulsante “invia ad email” oppure i link di condivisione Social.
Di fondamentale importanza l’esperienza di navigazione da Mobile che potrebbe incidere notevolmente sul tasso di conversione anche per tutte le vendite finalizzate poi da Pc.

Tasso di conversione

Il tasso di conversione medio degli e-commerce è stato dell’1,4% con un picco del 2% per quanto riguarda il segmento e-commerce collegato ai viaggi.

Da cosa dipende il tasso di conversione?

Secondo gli autori dello studio, il tasso di conversione dipende principalmente dal tipo di traffico e dal target price necessario per ottenere la spedizione gratuita mentre valori come velocità del sito e bounce rate incidono notevolmente meno di quanto si possa immaginare.

Ordine medio e tempi

Circa il 58% degli ordini viene effettuato durante il primo giorno del sito. Tuttavia è stato rilevato che le persone escono e rientrano nel sito fino a 3 volte prima di completare l’ordine, segnale che indica che gli utenti necessitano spesso di cercare altrove maggiori informazioni sul prodotto, sul venditore o semplicemente per scegliere il prodotto giusto.
Il 3.8% degli ordini viene fatto il giorno successivo mentre man mano che passa il tempo si perdono le speranze di effettuare la vendita. A distanza di 10 giorni, la speranza di vendita crolla allo 0.67%.
L’ordine medio rilevato in questi siti è stato di 170 euro, un dato piuttosto inflazionato dal settore Travel che ha uno scontrino medio di 333 euro.
Rispetto al 2015, lo scontrino medio è aumentato del 10% grazie all’aumento degli assortimenti disponibili e alla maggiore fiducia negli acquisti online.
Fonte Report:
https://www.wolfgangdigital.com/uploads/general/eComKPI2016-Public2.pdf

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