di Domenico Lanzilotta

IL FUTURO DEL MARKETING? È DATA DRIVEN. SOCIAL NETWORK E APP I CANALI DI RACCOLTA MAGGIORI

Meglio un vestito fatto da un sarto su misura o uno preso ad un grande magazzino? Potendo scegliere senza farne una questione di costi, probabilmente tutti propenderemmo per il primo. Il ragionamento vale anche per il marketing: per arrivare più efficacemente ai nostri (esistenti o potenziali) clienti bisogna conoscergli al meglio, per poter «cucire» loro un’offerta più appetibile. E il concetto di Data Driven Marketing and Advertising (DDMA) si sta espandendo sempre più, diventando un paradigma obbligato anche per le aziende italiane.

I dati guidano già 8 professionisti su 10 del marketing

A confermare l’importanza della raccolta dei dati è arrivata la ricerca pubblicata da DMA Italia intitolata  “The Global Review of Data-Driven Marketing and Advertising”. Lo studio è stata curato dal Winterberry Group che ha intervistato 3.053 esperti di marketing e advertising di 17 differenti nazioni del mondo. Professionisti attivi su settori di mercato differenti: 237 di questi erano italiani. A livello globale più di 8 intervistati su 10 ha affermato che i dati raccolti abbiano già un ruolo fondamentale nelle loro strategie di marketing e pubblicità: non solo, interrogati sulle prospettive future, la percentuale di esperti che ritiene importante il Data Driven Marketing sale al 92%.

Ma l’Italia è ancora un passo indietro

Di fronte ad una tendenza netta, va registrato come il Belpaese rimanga più diffidente rispetto al resto del mondo. Se a livello mondiale il 73,5% degli intervistati ha affermato che aumenterà il budget per la raccolta dati nel corso del 2015, a livello italiano la percentuale scende drasticamente, arrivando al 46,6%. Una possibile spiegazione è legislativa: la Direttiva Europea sulla protezione dei dati rende difficoltosa la raccolta ed è molto più stringente di quelle esistenti nel resto del mondo.
Ma come usano i dati i professionisti italiani? Il 60,6% per la preparazione di messaggi promozionali o commerciali, il 41% sull’ottimizzazione dell’esperienza dei clienti attraverso la realizzazione di piattaforme customer-friendly e il 39,6% sullo sviluppo del prodotto. I canali di raccolta più battuti sono social network e app per telefonia mobile: porte che svelano le abitudini e le preferenze degli utenti.

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