di Domenico Lanzilotta

Gli scenari dell’Internet of Things, oggetti che parlano fra loro. Una risorsa anche per le aziende

La sveglia collegata al sito con i dati del traffico che si regola automaticamente, suonando prima o dopo a seconda di quanta fatica faremo ad andare in ufficio, l’orologio che suonerà se si accorge – essendo connesso in rete – che non abbiamo letto l’appuntamento in agenda sullo smartphone, la luce di casa che si regolerà da sola d’intensità leggendo quanta ne proviene da fuori. Dicevamo in un precedente post che circa un miliardo di oggetti saranno connessi in rete e dialogheranno fra loro nei prossimi dodici mesi: il futuro passa attraverso la nuova rivoluzione tecnologica, l’Internet of Things (IoT, da noi internet delle cose o internet degli oggetti).

Un mercato che vale miliardi di dollari

Un mercato che è stato analizzato dalla multinazionale Accenture, con un’indagine che ha confermato l’importanza del nuovo settore: in Italia l’IoT potrebbe valere 197 miliardi di dollari entro il 2030, con un aumento del PIl pari all’1,1%. Anche in questo caso le stime parlano di due velocità rispetto al resto del mondo: alla stessa data si prevede un giro d’affari collegato pari a 14mila miliardi di dollari. Al di là delle cifre, che solo il tempo potrà verificare, il messaggio è chiaro: si tratta di un settore sul quale bisogna investire. E come sempre chi prima riesce a capirne l’importanza e i meccanismi, meglio si posizionerà e potrà sfruttarne i vantaggi. Ma l’Italia ha anche alcuni settori in cui si sta muovendo bene: «Ad esempio lo Smart Metering, (sistema di controllo basato su sensori che scambiano informazioni per i consumi di luce, gas e acqua ndr) nel quale l’Italia è in una posizione di assoluta leadership – afferma Giovanni Miragliotta, ricercatore del Politecnico di Milano e responsabile dell’Osservatorio Internet of Things – Su altri settori come le Smart Card o lo Smart Grid, siamo in linea con gli altri Paesi europei e partecipiamo a pieno titolo ai progetti di ricerca internazionali».

L’Internet of Things per le aziende

E se all’inizio l’interesse delle aziende per l’IoT era rivolto soprattutto al prodotto finale da proporre al proprio cliente, ora siamo di fronte ad un sorpasso: la tecnologia che prima era pensata per il consumatore finale, ora diventa essenziale proprio per i processi produttivi interni delle aziende. Macchinari connessi fra loro in grado di scambiarsi dati e quindi tararsi, risultano un passo avanti decisivo per migliorare la produttività e quindi i ricavi. Gli sguardi sull’IoT sono sempre più interessati.

 

Richiedi maggiori informazioni

alla newsletter gratuita di Omniaweb Italia