di Domenico Lanzilotta

Italia, solo il 4% delle aziende vende online. I limiti che frenano le imprese: banda larga e normative

È il classico rovescio della medaglia, l’occasione che non viene colta (o quantomeno non sfruttata così come potrebbe). La scorsa settimana, grazie ai dati di Netcomm, vi abbiamo ricordato quanto stia crescendo il commercio elettronico in Italia, non solo a livello di fatturato globale (attestandosi a 13,3 miliardi di euro di vendite) ma anche di posti di lavoro, con circa 45mila assunzioni nel settore e nel suo indotto. Ma vi avevamo anche detto che la nostra crescita è pur sempre ben minore rispetto a quella dei nostri vicini di casa, Paesi dell’Unione Europea che portano a casa risultati migliori dei nostri. Perché? A livello di dati c’è un numero che ci deve far riflettere, sempre fornito da Netcomm: in Italia solo il 4% delle imprese vende online.

E-commerce, un’occasione sprecata?

Una percentuale troppo bassa, tanto da far dire a Roberto Liscia, presidente del consorzio: «Tutte le piccole e medie imprese italiane che producono o commercializzano hanno spazi di mercato straordinari: tecnicamente, oltre 1 miliardo di consumatori che compra online e 2,6 miliardi di persone che sono su internet. Ma stiamo perdendo competitività a livello globale e non riusciamo a sfruttare il potenziale del made in Italy che potrebbe trovare più facilmente sbocchi su questi mercati». Il numero di compratori online, infatti, è in costante aumento: 10 milioni di italiani comprano abbastanza regolarmente, cifra che raddoppia se si considera chi ha comprato almeno una volta in rete.

Banda larga e troppo fisco i problemi

Quali sono allora i paletti che frenano le aziende italiane? Sempre Netcomm ha analizzato lo scenario italiano, proponendo anche un documento da discutere a livello politico per poter migliorare la situazione. Nel mirino ci sono due tipologie di problemi: quella infrastrutturale, con la banda larga che stenta a prendere piede nel nostro Paese, e i limiti dovuti ad una normativa, spesso differente fra i vari Stati europei, poco pratica per chi vuole fare E-commerce in Italia. Per chi volesse saperne di più sulle proposte effettuate, ecco il documento.

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