di Domenico Lanzilotta

Mercato Unico Digitale, l’Unione Europea lancia la sfida. I vantaggi per l’E-commerce

Tre pilastri, 16 punti d’azione. Sullo sfondo un obiettivo ambizioso ma vitale, anche e soprattutto per le aziende: creare il Digital Single Market, ovvero il Mercato Unico Digitale. Per ottenere il risultato l’Unione Europea ha presentato un piano composto, come detto, da pilastri e punti d’azione. Come ormai accade per le merci fisiche, anche il digitale deve abbattere le frontiere. In questo modo respirerebbe anche l’economia, visto che la stessa UE calcola in 415 miliardi di euro l’anno, e quasi 4 milioni di nuovi posti di lavoro, i risultati che potenzialmente si potranno ottenere. In Europa sono 315 milioni le persone che utilizzano la Rete, ma i freni burocratici sono ancora troppi: basti pensare ai continui cambiamenti di gestori (con costi anche elevati) per le utenze telefoniche, oppure al fatto che un abbonamento alla visione digitale di film, documentari o sport cade appena si cambia Stato. Un qualcosa che negli Stati Uniti, ad esempio, non succede.

Mercato unico digitale, i vantaggi per l’E-commerce

Fra i maggiori vantaggi del Mercato Unico Digitale c’è l’aumento delle possibilità per l’E-commerce. Già oggi il 15% dei cittadini europei ha fatto acquisti in paesi diversi dal proprio, ma la diversità di legislazioni e strutture rimane forse il principale ostacolo al commercio elettronico. Giusto per fare qualche esempio: ci sono oggetti che costano diversamente, anche molto, a seconda del paese da cui tu li stai comprando. E non solo per le differenze dei costi di spedizione postale, ma proprio per questioni di tassazione. In molti casi ci sono E-commerce che hanno delle limitazioni verso alcune nazioni: di fatto un vero e proprio blocco che lascia fuori dal mercato molti potenziali clienti, affossando il fatturato.

Ecco quindi che il primo pilastro punta al migliore accesso per utenti consumer e business ai beni e servizi digitali in Europa, passando attraverso la semplificazione e l’acquisto di merci dai siti di e-commerce in altri paesi, potenziando la tutela dei consumatori ancora troppo farraginosa e invogliare i clienti di altre nazioni a fare shopping online, anche riducendo i costi di consegna.  La UE vuole impedire il geo-blocco ai contenuti, come avvenuto con Netflix, lanciato solo in alcuni paesi europei.

E-commerce, ecco come si interverrà

L’elenco è magari un po’ lungo, ma vale la pena leggerlo: ecco le principali azioni previste dal piano dell’Unione Europea per il Mercato Unico Digitale rivolte all’E-commerce.

  1.  Agevolare il commercio elettronico transfrontaliero attraverso una legislazione omogenea ed efficace. Si vuole arrivare ad avere norme europee uguali per tutti, o quantomeno simili,  in materia di contratti e di tutela dei consumatori per gli acquisti online, che si tratti di beni materiali, come calzature o mobili, o di contenuti digitali, come le applicazioni o i libri elettronici. In questo modo i consumatori beneficerebbero di una più vasta gamma di diritti e di offerte, mentre le imprese venderebbero più facilmente in altri paesi dell’UE. Ne risulterà una maggiore fiducia nell’acquistare e vendere oltre frontiera.
  2. Revisione del regolamento sulla cooperazione per la tutela dei consumatori: maggiore protezione e più omogenea.
  3. Migliorare il servizio di consegna pacchi, offrendolo a costi più simili e affrontabili. Per due aziende su tre è il costo della consegna è un grosso ostacolo all’E-commerce.
  4. Cancellare il blocco geografico ingiustificato di cui parlavamo prima. Utilizzato per motivi commerciali, secondo la quale i venditori online impediscono ai consumatori di accedere a un sito Internet sulla base della loro ubicazione, o li reindirizzano verso un sito di vendite locale che pratica prezzi diversi, comporta differenze di costi che allontanano i potenziali clienti.
  5. Evitare la concorrenza sleale. Per questo l’UE ha lanciato contestualmente al piano per il Mercato Unico Digitale un’inchiesta antitrust per il settore E-commerce.

 

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