di Matteo Bergamo

Le metriche Analytics da tenere d’occhio

Quali sono le più importanti metriche Analytics che ogni azienda dovrebbe tenere d’occhio?

Si dice spesso che, per avere successo online, bisogna creare contenuti di alta qualità. Ma non basta. Per creare questi contenuti, bisogna conoscere e comprendere il nostro pubblico. Solo così potremo essere in grado di offrire loro contenuti davvero rilevanti.

Google Analytics è un servizio che permette di analizzare il traffico del tuo sito web e, di conseguenza, di ottimizzarlo in base alle azioni ed alle preferenze dei visitatori.

Per utilizzarlo è necessario inserire un codice HTML all’interno del tuo sito. Solo dopo l’inserimento del codice, Analytics inizierà a monitorare i dati.

Bene, poniamo che tu abbia già collegato Google Analytics al tuo sito.

Quali sono le metriche Analytics più importanti da monitorare?

Visite

Tra le prime metriche che si possono considerare ci sono quelle relative alle visite mensili: Sessioni, Utenti e Visualizzazioni di Pagina. Le troviamo in primo piano sotto Pubblico>Panoramica.

  • Sessioni si riferisce al numero delle volte in cui un utente è stato attivo sul sito.
  • Utenti invece conta coloro che hanno avviato sul sito almeno una sessione.
  • Visualizzazioni di Pagina è il numero di pagine viste.

Questi dati sono utili a tenere sotto controllo il numero dei visitatori e capire se il nostro sito è in crescita. Sempre in questa stessa area, potete anche vedere

  • Pagine/Sessione: il numero medio di pagine visitate per sessione.
  • Durata Sessione Media: la durata media di una sessione.
  • Frequenza di Rimbalzo: indica la percentuale di utenti che si limitano a visitare una sola pagina del sito web.
  • Nuove Sesioni: la percentuale di nuovi visitatori.

Valutare quanto tempo gli utenti dedicano alla visita del sito, su quante pagine si soffermano, quanti sono coloro che abbandonano presto la sessione, può essere di grande aiuto per migliorare.

Dati demografici

Sempre sotto la sezione Pubblico, potete trovare in elenco Dati Demografici, Interessi e Dati Geografici. Tutte categorie interessanti per capire l’età, il genere, gli interessi e la provenienza geografica di chi visita il nostro sito. Se ci accorgiamo per esempio che l’80% dei nostri visitatori è di sesso maschile, questo può aiutarci a spingere di più su alcune tipologie di prodotto. Sono quindi dati che può essere interessante valutare.

Acquisizioni

È sufficiente cliccare su Acquisizione>Panoramica per vedere quali sono le principali sorgenti di traffico, confrontarle e analizzarle: ricerca organica, accessi diretti, referrals (siti dove sono presenti link in uscita verso il tuo) e social media. Ma cosa sono?

  • Ricerca organica si riferisce ai visitatori che scoprono il tuo sito dopo aver effettuato una ricerca su un motore di ricerca. Quando ad esempio cerchi su Google: “ricetta risotto agli asparagi”, ti comparirà una lista di siti che presentano tale ricette. Cliccando sul link e visitando uno di questi siti, sarai un visitatore organico. Per migliorare il tuo posizionamento per questo tipo di traffico, devi migliorare la tua SEO.
  • Traffico diretto: sono i visitatori che digitano il tuo sito direttamente sul loro browser oppure dai preferiti. Con tutta probabilità si tratta dei tuoi clienti abituali, che già conoscono il tuo sito, oppure di persone che lo hanno trovato in qualche strumento offline: brochure, catalogo, biglietto da visita.
  • Traffico a pagamento: è il traffico proveniente dalle campagne Google Ads e altre campage pubblicitarie.
  • Traffico da referral: sono visite che derivano da link esterni. Facciamo un esempio. Poniamo il caso che tu produca divani. Al lancio di un nuovo prodotto, un blogger del settore recensisce il divano all’interno di un suo articolo, inserendo un link al tuo sito. Alcuni dei suoi lettori, interessati ad approfondire, cliccheranno quel link e atterreranno sul tuo sito. Questo è traffico referral.
  • Social media invece accorpa tutti quei visitatori che arrivano dai tuoi canali social.
  • Email annovera gli accessi da parte di utenti che atterrano sul sito tramite email marketing.

In questa sezione potrai anche analizzare dati quali il numero di sessioni, la percentuale di quelle nuove, la durata media delle sessioni, il frequenza di rimbalzo. Sempre qui, è possibile impostare degli obiettivi e controllarli periodicamente, assieme alle conversioni.

Frequenza di rimbalzo

La frequenza di rimbalzo si riferisce al numero di visitatori che atterrano sul tuo sito e lo abbandonano dopo aver visualizzato solamente una pagina. Per vedere a quanto ammonta, basta andare su Pubblico>Panoramica.

La frequenza di rimbalzo media varia molto da sito a sito. Ma, se vedi che è troppo alta, potrebbero esserci dei problemi.

Ad esempio, una causa comune è la velocità di caricamento del sito. Se una pagina ci mette troppo tempo a caricarsi, in molti la abbandoneranno in tutta fretta. Un altro motivo potrebbe essere una homepage confusionaria, non user friendly, che tende quindi a scoraggiare il visitatore.
Anche nel caso di un e-commerce, può essere che le schede prodotto siano poco chiare, quindi sarebbe il caso di modificare il layout per rendere il sito più chiaro e facile da navigare.

È assolutamente possibile migliorare la frequenza di rimbalzo del proprio sito, seguendo una serie di best practice. Anche perché una percentuale alta influenza negativamente la durata media di sessione.

Conversioni

Innanzitutto vediamo cos’è una conversione. Si definisce conversione il completamento, da parte di un visitatore, di un’azione che abbiamo precedentemente impostato come obiettivo.

L’obiettivo può essere un acquisto, l’iscrizione alla newsletter, ma anche qualcosa di legato al traffico sul sito, ad esempio il rilevamento di quanti utenti visitano più di 3 pagine di fila.

Dato che le conversioni sono vitali per il business, è di fondamentale importanza tenerne traccia, specie nel caso vi siano in atto campagne pubblicitarie. Solo monitorando le conversioni si è in grado di valutare l’andamento di tali campagne, ed ottimizzarle di conseguenza.

Obiettivi

Sono strettamente legati alle conversioni, come detto qui sopra. Per poterli attivare, bisogna andare nella sezione Amministratore (in basso a sinistra)>Obiettivi>Nuovo obiettivo. Potete quindi impostare un obiettivo secondo le vostre preferenze, oppure scegliere tra le opzioni presenti nella sezione Importa dalla Galleria. Nella galleria sono presenti centinaia di obiettivi, per cui molto probabilmente troverete quelli più interessanti per voi tra quelli in elenco.

Pagine di uscita

Si possono visualizzare su Comportamento>Contenuti del Sito>Pagine di uscita. Una pagina di uscita è l’ultima pagina visitata da un utente prima di abbandonare il sito.

Può essere importante tenere d’occhio questa sezione per controllare che non ci siano pagine che generano un’alta percentuale di uscite rispetto alla media. In caso affermativo, si possono considerare delle migliorie ad hoc per quelle pagine specifiche, in modo da abbassare il tasso di abbandono ed aumentare la permanenza sul sito.


Naturalmente queste sono solo alcune delle metriche da valutare. L’analisi periodica dei dati Analytics è di estrema importanza per poter conoscere meglio i visitatori del proprio sito web, apportare le necessarie migliorie ai nostri contenuti e al sito stesso e naturalmente verificare i progressi in atto.

Se Analytics non è il vostro forte, non preoccupatevi, è normale. Non si tratta di un servizio intuitivo da usare per i non esperti. Ci sono svariate funzionalità, termini specifici, un lungo elenco di metriche complesse da tenere sotto controllo. La vostra web agency di fiducia saprà senz’altro supportarvi adeguatamente.

Categorie: Web Marketing

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