di Fabrizio Ventre

Scrivere per il web in ottica SEO

Avere delle linee guida per come scrivere per il web in ottica SEO, è una delle richieste più comuni, sia in sede di sviluppo di un nuovo sito web e sia in sede di ottimizzazione SEO.

Ecco quali linee guida seguire per scrivere ed organizzare i contenuti in ottica SEO.

Ottimizzazione Pagina: quanto incide sul lavoro totale?

Ottimizzazione pagina SEO

L’ottimizzazione interna delle pagine Web, considerando che 100 sia il massimo potenziale raggiungibile, ad oggi (2017) ha un’incidenza pari a 40.
Potrebbe a prima vista sembrare poca cosa: in realtà basti pensare che la maggior parte dei siti in prima pagina, sommato il potenziale interno ed esterno, probabilmente non supera un valore di 40-50 rispetto al massimo potenziale.

Da qui possiamo quindi intuire che per quanto bassa sia l’incidenza sul progetto complessivo a volte potrebbe essere sufficiente lavorare molto bene internamente, riducendo al minimo l’intervento esterno ben più complesso da gestire. Migliore sarà l’ottimizzazione interna della pagina, meno lavoro si dovrà poi effettuare all’esterno.

L’incidenza dei vari fattori va poi differenziata dalle 4 macro aree di intervento ovvero:

  • Struttura del sito
  • Codice Html
  • Contenuti
  • Elementi tipici della ottimizzazione SEO in senso stretto (title, h1, h2, alt title, ecc)

Le diverse aree hanno un peso specifico variabile in base a tanti fattori soggetti a variazioni continue.
A grandi linee potremmo identificare come principali punti di intervento struttura del sito e contenuti dai quali dipende gran parte del potenziale interno della pagina.
Appare quindi evidente che laddove struttura e contenuti siano carenti, resta complicato agire unicamente tra ottimizzazioni SEO e codice html.

Principio generale del codice Html e velocità di esecuzione

Codice HTML e Ottimizzazione pagina SEO

Una struttura ideale di codice prevede l’utilizzo più ampio possibile dei CSS al fine di estrapolare dal codice della pagina tutti gli elementi associabili alla grafica, ottenendo così un codice più lineare, pulito e snello da leggere.
Stesso discorso per eventuali script, che è sempre meglio porre all’esterno e richiamare poi nel nostro documento. Questo semplifica il codice e aumenta la velocità di caricamento.

L’utilizzo di file esterni è inoltre utile anche in termini di gestione del nostro sito, potendo così gestire le componenti tramite la modifica di un solo file piuttosto che dover modificare diverse pagine. La presenza di file esterni aiuta inoltre a rendere più rapido il caricamento della pagina, in quanto mentre le componenti interne vengono processate in scala, quelle esterne si eseguono in contemporanea ad altri processi, risparmiando cosi tempo prezioso.

Oggi, tra protocollo Http2 e sistema AMP è possibile realizzare anche siti molto complessi ma con un caricamento quasi istantaneo.

L’utilizzo della compressione Gzip, la compressione dei file CSS e l’utilizzo delle più recenti tecniche conosciute come Css Sprite, assieme ad una corretta impostazione del codice Html, rappresentano 4 punti fondamentali per ottimizzare e migliorare la velocità di caricamento della pagina, uno dei nuovi parametri da tenere in considerazione per la Seo futura.

Un codice html più pulito diventa non solo più semplice da indicizzare ma riduce notevolmente i casi di indicizzazioni errate e riproduzioni sbagliate di testo o porzioni dei testi.

Un codice lineare è inoltre più facile da rendere compatibile con gli standard imposti dal W3C e da organismi simili, anche in relazione alle norme di accessibilità, obbligatorie in alcune categorie o tipologie di sito web.

L’applicazione di un Css esterno, permette inoltre la possibilità di creare in automatico un sito web adatto per esempio alla navigazione da smartphone o da Tablet Pc, dove display ridotti e mancanza di determinati plug in, possono richiedere di fornire una modalità di accesso e navigazione alternativa.

Il peso di una pagina, privata dei suoi elementi esterni (immagini, js e css tanto per citare i più comuni) dovrebbe sempre restare sotto i 100 kb anche se in realtà sarebbe opportuno restare al di sotto dei 50 kb.

In test effettuati personalmente ho notato come a parità di potenziale di posizionamento (se non addirittura leggermente inferiore), i siti con pagine più leggere ottengono di norma un maggior numero di pagine indicizzate e soprattutto una frequenza di scansione completa migliore.

Non essendoci alcuna conferma ufficiale, è ipotizzabile che in base all’importanza di un sito web, il motore di ricerca dedichi una quantità di risorse più o meno prestabilita; disporre quindi di pagine più leggere dovrebbe consentire un maggior numero di documenti indicizzati e una più rapida scansione completa del sito.

L’ottimizzazione in page riguarda una serie di attività che si possono effettuare all’interno della pagina web, al fine di migliorarne l’ottimizzazione e quindi l’eventuale attinenza.

Scrivere per il web in ottica SEO: Ecco dove possiamo intervenire

  1. Title della pagina
  2. Metatag description e keyword
  3. H1 e Headers
  4. Alt delle immagini
  5. Nome delle immagini
  6. Titlte dei link href
  7. Utilizzo del grassetto

Dovendo assegnare un grado di rilevanza ai vari elementi on page, il title della pagina rappresenta un valore vicino al 60%, diventando cosi l’elemento principale di ottimizzazione. E, fortunatamente, anche quello più semplice da testare e modificare.

Oltre alla funzione in ottica di posizionamento, il title della nostra pagina Web incide in maniera notevole anche sulla capacità del nostro sito di attrarre click e quindi visite.

Se è vero che infatti la prima posizione ha la maggior percentuale di possibilità di essere cliccata, è anche vero che un title più attraente e ben realizzato ottiene possibilità di click elevate rispetto ad un altro magari meglio posizionato.

Non è raro infatti, trovarsi in condizioni di massima visibilità ma poche visite: se a volte migliorare il posizionamento è difficile , complesso e costoso, lo è molto meno ottimizzare al massimo il rendimento dei nostri posizionamenti.

Questo dato, ovvero il CTR, rapporto tra visualizzazioni e click ricevuto, da circa un paio di anni è un dato disponibile su Google Search Console. Nel lavoro quotidiano di ottimizzazione e promozione online, l’analisi di questo dato consente di migliorare le performance di traffico puntando sul massimizzare il risultato a parità di posizionamento ottenuto.

Come scrivere un Title

scrivere il title in ottica SEO

Un title dovrebbe essere un perfetto equilibrio tra ottimizzazione, contenuto e marketing.

Più equilibrio riusciamo a conferire al title, e maggior risultato avremo in ottica di posizionamento e traffico ottenuto.

La lunghezza ideale del title della pagina dovrebbe essere intorno ai 60 caratteri e non contenere più di 12 parole complessive.

Le teorie Seo sui title sono diverse, tra chi preferisce frasi molto lunghe per coinvolgere un maggior numero di parole chiave, chi invece preferisce pochi termini principali, da suddividere addirittura con caratteri speciali.

La composizione che preferisco è la seguente:
Top Keyword: keyphrase e call to action

Esempio per ottimizzazione Hotel Rimini
Hotel Rimini: Hotel a Rimini a partire da 99 euro
Hotel Rimini: 129 hotel a Rimini da 1 a 5 stelle
Hotel Rimini, prenota subito la tua vacanza a Rimini

Questo genere di title ha il vantaggio di essere corto, interamente rappresentato sulle Serp, comprende una top keyword e una keyword secondaria e incorpora un valore di persuasive copywriting/call to action.

Per maggiori dettagli e informazioni sul Persuasive Copywriting, invito a leggere una delle tante autorevoli guide presenti online, essendo questo un modo molto complesso, lungo ed estremamente affascinante.

Scrivere per il web in ottica SEO: Alcuni esempi pratici

Quelli che vediamo qui sotto, sono i primi 3 risultati organici per la parola chiave Hotel Roma. Possiamo subito vedere 3 tecniche di composizione del title della pagina e notare subito alcunde differenze sostanziali.

Scrivere SEO esempi pratici

Il primo title è quello che preferisco: si compone di top keyowrd, keyphrase e un altro elemento che mette in risalto il valore aggiunto della pagina, quindi fa da persuasione.

Il secondo title, punta invece sul valore brand, Trivago, e ad una call to action.
Il terzo title è simile al primo e presenta 2 top keyword nella prima parte e l’effetto brand sul terzo e ultimo blocco.

Di grande ispirazione sono gli annunci Adwords, i quali, dovendo lavorare per lo più sull’aumento del CTR per pagare meno, sono generalmente i più performanti da seguire in quest’ottica. Ecco gli annunci sponsorizzati sempre per Hotel Roma:

ADV esempi pratici

Come vediamo dalla composizione dei primi 2, notiamo una prevalenza di elementi di persuasione che potrebbero spingere l’utente a cliccarci: tra questi termini, troviamo miglior prezzo garantito, offerte a romda da 36 euro e l’indicazione di una elevata quantità di scelta, anche questo elemento interessante per attrarre visitatori.

In questo altro esempio, vediamo come invece non scrivere un title della pagina:

ADV esempi pratici errati

Il primo e secondo title della pagina, perdono quasi metà del titolo per inserire il nome del dominio, elemento che tra l’altro, nel primo caso, sarebbe addirittura controproducente.

Il miglior risultato lo ottiene il terzo annuncio. Incorpora un numero di telefono e un chiaro riferimento sul servizio “Arriviamo in 60 minuti”.

A livello Seo, sarebbero però tutti e tre sotto ottimizzati, con una sintassi complessiva che rende molto ostico il posizionamento in top position.

Metatag delle pagine

La questione dei metatag e della loro reale utilità è spesso al centro del dibattito in diversi forum e blog di settore.

Se è forse vero che con il passare del tempo questi attributi stanno perdendo valore e importanza, è altrettanto vero che in alcuni motori di ricerca e spesso ricorrentemente, tornano a fare la differenza.

Immaginate il parametro keyword, oggi praticamente nemmeno preso in considerazione da quasi tutti i motori di ricerca: potrebbe in qualche modo tornare in funzione, magari su motori meno importanti o per determinati aspetti di ricerca.

La sintassi di base, prevede il tag <meta name=”nome attributo” content=”contenuto specifico” />

Metatag Description

Dopo il title della pagina, è il secondo elemento che possiamo sfruttare per ottenere non solo una buona ottimizzazione, ma anche un buon risultato in termini di click.

La description viene spesso presa in considerazione nella pagina dei risultati, e rappresenta quello che viene definito l’abstract. Per quanto abbia meno o scarso peso in ottica di posizionamento, incide e non poco in ottica di CTR.

Il posizionamento ideale è subito dopo il title ed una dimensione del suo contenuti massima di 250 caratteri totali, presi come definizione standard.

Solitamente, se scriviamo una buona description per ogni pagina, avremo la possibilità di gestire al meglio il nostro posizionamento, con la possibilità di far apparire il testo da noi ideato nelle pagine di ricerca.

In mancanza di una description o qualora sia un testo che Google considera irrilevante, la description potrebbe essere automaticamente creata da Google in base al testo della pagina, con eventuali rischi di visualizzare una porzione di testo poco attraente se non addirittura inutile.

Anche in questo caso dobbiamo ricordare di tenere una logica di composizione. La composizione ideale prevede la keyword principale ripetuta con un testo successivo personalizzato che permette di aggiungere e sviluppare meglio keyword affini e collegate.

<meta name=”description” content=” La nostra descrizione” />

Metatag Keyword

E’ uno degli elementi ormai quasi in disuso, ed utilizzato una volta per elencare le nostre parola chiave. Io solitamente lo prevedo, e inserisco le 4-5 parole chiave principali suddivise da una virgola.

<meta name=”keyword” content=”Le nostre, parole chiave, suddivise da virgola” />

Metatag Robots

Il metatag robots, oggi sostituito da un file apposito, robots.txt, contiene le informazioni passate al motore di ricerca, per indicargli la possibilità o meno di indicizzare una pagina.

<meta name=”robots” content=” all | none | index | noindex | follow | nofollow” />

Metatag Author

Cito, solo a titolo informatico, il metatag author, utilizzato per indicare l’autore di una pagina e tornato in voga con il parametro authorship (oggi dismesso).

<meta name=”author” content=” Fabrizio Ventre” />

Scrivere SEO: contenuti e testi ottimizzati

Il contenuto di una pagina web deve assolvere principalmente a 3 compiti ovvero quello comunicativo, quello di promozione e quello commerciale. Non esiste una regola specifica per realizzare un testo, in quanto in base alla tipologia di pagina e alla necessità l’equilibrio dei 3 compiti può essere spostato a favore di uno o l’altro.

Vediamo alcune regole di base e impostazioni per ottenere testi ben performanti sui 3 modelli sopra indicati.

  1. Chiarire l’obiettivo della pagina
    Ogni pagina del nostro sito web è una cartuccia da sparare sulla rete per catturare nuovi possibili clienti o attirare l’attenzione desiderata.
    Il punto di partenza è quello di chiarire in maniera precisa e definita, l’obiettivo da centrare. Una volta fatto questo, possiamo stabilire quali termini utilizzare e come sviluppare il contenuto.
  2. Generare una matrice di parole chiave
    L’analisi delle parole chiave ci consente di individuare quali termini utilizzano i nostri potenziali clienti per trovare una soluzione ai loro bisogni o problemi. Sarebbe opportuno assegnare ad ogni pagina 2-3 parole chiave principali da includere nel nostro testo.
    Per generare le parole chiave possiamo utilizzare un tool come per esempio Google Suggest, che ci consente di generare e ottenere i termini più ricercati dagli utenti.
  3. Sviluppare contenuti in base alle parole chiave
    In base alla mission della pagina e in base alle parole chiave da includere, si renderà necessario sviluppare un testo, suddiviso in paragrafi, per sviluppare il contenuto desiderato.
    Ogni paragrafo dovrebbe esprimere un solo concetto (o una sola parola chiave) e spingere l’utente nella direzione desiderata.
  4. Dare un senso commerciale e call to action ai testi
    Ottimizzazione a parte, ogni testo dovrebbe includere delle componenti marketing che possano spingere o convincere l’utente ad interagire con l’obiettivo desiderato. Il contenuto migliore è quello che porta le persone a chiamarci, comprare o visitare le pagine secondo le nostre necessità.
  5. Incanalare gli utenti in percorsi specifici
    Uno dei principali errori nella gestione dei contenuti online, è quello di presupporre che sarà l’utente a ricercare la via migliore per arrivare al soddisfacimento di un bisogno o di un problema.
    In realtà, dovrebbe essere il copy che, nello sviluppare i contenuti, possa incanalare l’utente secondo specifici percorsi di navigazione, al fine di portarlo in maniera semplice, al compimento dell’azione predefinita.

Scrivere per il web in ottica SEO, nozioni di base

La scrittura per il web segue un percorso creativo sostanzialmente differente rispetto alla carta stampata, in quanto il mezzo Web è più veloce e difficile da leggere e al tempo stesso intriso di elementi di distrazione di ogni genere.

Diversamente da un giornale, per esempio, le fonti di distrazione online sono molteplici e riducono l’attenzione media degli utenti soprattutto con il boom di app, notifiche e quant’altro.

Questo riduce notevolmente il tempo a disposizione per comunicare con l’utente. Se una volta la logica era convincere l’utente nei primi 30 secondi, oggi il tempo di persuasione si è drasticamente ridotto ad appena 3-5 secondi.

Ecco una serie di regole di base.

  1. Utilizzare un linguaggio semplice e chiaro. Gli utenti devono comprendere il senso del messaggio alla prima rapida lettura. Ogni frase dovrebbe essere di facile comprensione per evitare che l’utente possa non comprendere correttamente il messaggio che stiamo esplicitando.
  2. Crea frasi brevi utilizzano una struttura logica semplice.
  3. Elimina gli aggettivi e gli avverbi inutili: ogni parola inutile, che non apporta utilità al lettore, andrebbe eliminata.
  4. Usa uno stile di scrittura accattivante per mantenere elevato l’interesse e l’attenzione del lettore, soprattutto se il contenuto che stiamo sviluppando è complicato o molto lungo.
  5. Dividi i testi in paragrafi. In ogni paragrafo sviluppa una e una sola idea (o parola chiave). Ogni paragrafo dovrebbe avere una parola in grassetto che sintetizza l’intero blocco, aiutando l’occhio del lettore a saltare da un paragrafo all’altro in base al bisogno.
  6. Metti in grassetto i termini e i concetti più importanti, ma al tempo stesso non abusare, facendo perdere al grassetto, l’efficacia nel testo.
  7. Utilizza liste puntate e di liste numerate quando elenchi soprattutto una serie di passaggi o di opportunità.

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